Premio Civilitas 2017

XXIII edizione Premio Civilitas – Civiltà Nella Comunità nel nome della cooperazione

Premio Nazionale a Alessandro Del Piero, un campione che non ha mai dimenticato le sue origini.
Premio Paesaggio, Architettura ed Ambiente al borgo di Rolle di Cison di Valmarino.

Lunedì 6 novembre, giorno di San Leonardo, saranno premiate anche 15 personalità locali.
Attraverso il Premio Civilitas – Civiltà nella Comunità, l’Associazione Dama Castellana vuole individuare e far conoscere alla collettività le storie di quelle persone che a livello locale, nazionale ed internazionale, hanno dedicato la loro vita o hanno svolto azioni che le hanno distinte da tutte le altre per la loro dedizione e il loro impegno nell’aiutare il prossimo o nella realizzazione di azioni uniche.
Lunedì 6 novembre, a partire dalle ore 15.45 presso il Teatro Accademia, si terranno le premiazioni delle 15 persone selezionate in questa XXIIIa edizione del Premio Civilitas.
Ai premiati locali, esempi di dedizione al prossimo, di impegno per il bene di tutta la comunità e di protezione delle proprie radici storiche e culturali e divisi nelle categorie Menzioni alla Memoria, Civiltà Nella Comunità, Bambini e Giovani Emergenti si aggiungeranno i riconoscimenti della sezione Nazionale/Internazionale (categoria entrata nel format del premio vent’anni fa, nel lontano 1997) e del Premio Civilitas Paesaggio, Ambiente ed Architettura, novità dell’edizione 2016.
Si evidenzia che il Premio ha ottenuto, alla data odierna:
Per il tramite del Vescovo di Vittorio Veneto mons. Pizziolo, il saluto e la Benedizione Apostolica di Sua Santità Papa Francesco;
l’Alto Patronato del Presidente del Parlamento Europeo;
la medaglia di rappresentanza del Presidente del Senato della Repubblica, che verrà consegnata ad uno dei premiati;
il Patrocinio del Ministero dei Beni Attività Culturali e Turismo;
il Patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Treviso e della Città di Conegliano.
Il Premio della sezione Nazionale/Internazionale è stato assegnato ad Alessandro Del Piero, che sarà presente alla Cerimonia di Premiazione.
Vincitore del Premio “Paesaggio, Architettura ed Ambiente”, dedicato a coloro che si impegna a tutelare e valorizzare il territorio ed il paesaggio, è il borgo di Rolle di Cison di Valmarino.

Menzioni alla memoria

Monsignor Nilo Tonon

Monsignor Nilo Tonon è mancato il 2 giugno 2017.

Monsignor Nilo Tonon è mancato il 2 giugno 2017.
Nato l’11 agosto del 1921 a Castello Roganzuolo e ordinato presbitero nella cattedrale di Vittorio Veneto nel 1946, Monsignor Nilo è stato un faro per le Parrocchie di Santa Maria di Feletto per oltre cinquant’anni e di San Michele per vent’anni, comunità che ha guidato con saldi principi e ferma gentilezza.
La sua missione ha abbracciato ogni età: i bambini, i ragazzi e i giovani studenti, i fidanzati, le famiglie, gli anziani, sempre attento ai loro bisogni e alle loro attese, senza distinzione alcuna.
Uomo di grande cultura, che ha sempre messo in primo piano la formazione dei bambini e dei giovani anche insegnando per lungo tempo nella scuola media.

 


Un esempio di fede e della forza che ha la fede di sorreggere la vita di una persona.
Appassionato della sua terra, della storia del nostro Veneto.
La comunità di San Pietro di Feletto deve molto al suo impegno e alla sua dedizione.
A lui e alla sua intuizione si deve la realizzazione di due importanti opere, perseguite con tenacia: la casa di riposo “De Lozzo Dalto” e il centro infanzia “Girotondo delle età”.
Molto ha fatto anche per il restauro e la conservazione dell’antica chiesa parrocchiale di Santa Maria, della chiesa di San Michele, della cappella della Madonna di Lourdes e dell’oratorio.

 

Lorenzon Pietro

Pietro ci ha lasciati a 76 anni.

Ex sindaco di Refrontolo per due mandati sul finire degli anni Ottanta, la sua figura è nota per aver ridato vita allo storico Molinetto della Croda, uno dei simboli del turismo di Marca.
Era primo cittadino quando decise di acquistare il sito, che venne recuperato anche grazie al contributo di Cassamarca, di cui era dipendente. Pietro rimise a nuovo il mulino, che ormai da tempo aveva smesso di macinare e fondò l’omonima associazione che ancora oggi ne cura la gestione, di cui è stato presidente quasi ininterrottamente dalla nascita dell’associazione risalente al 1995.
Una vera colonna dell’associazionismo. Inoltre era alpino della “Julia”, non perdeva mai un’adunata. Negli archivi del gruppo delle penne nere di Refrontolo si legge: “Personaggio ammirevole nel lavoro e nello studio, nonché in attività associative; infatti pur impegnato in un lavoro dipendente, prima si è diplomato in ragioneria e successivamente si è laureato in giurisprudenza”. Aveva trasmesso il suo spirito propositivo anche alla Pro Loco.
“Io voglio bene a Refrontolo”, così spesso usava dire.

 

Tarzariol Graziella

Graziella è mancata a 72 anni e viveva a Collalbrigo.

È stata per oltre quarant’anni punto di riferimento per tutta la piccola comunità di Collalbrigo. Era infatti la sacrestana della parrocchia, un’occupazione che svolgeva con particolare sensibilità e amore. Era una donna capace e intelligente.
È stata per anni il cuore del Gruppo Ricreativo di Collalbrigo e fulcro dell’organizzazione di sagre e di feste, anche se poi non appariva mai e si occupava soprattutto della cucina.
Aveva un grande cuore e un profondo senso della comunità.
L’impegno del volontariato si spingeva lontano con le adozioni a distanza, l’aiuto dei Medici del Cuamm e il CRO di Aviano.

Tarzariol Graziella

Graziella è mancata a 72 anni e viveva a Collalbrigo.

È stata per oltre quarant’anni punto di riferimento per tutta la piccola comunità di Collalbrigo. Era infatti la sacrestana della parrocchia, un’occupazione che svolgeva con particolare sensibilità e amore. Era una donna capace e intelligente.
È stata per anni il cuore del Gruppo Ricreativo di Collalbrigo e fulcro dell’organizzazione di sagre e di feste, anche se poi non appariva mai e si occupava soprattutto della cucina.
Aveva un grande cuore e un profondo senso della comunità.
L’impegno del volontariato si spingeva lontano con le adozioni a distanza, l’aiuto dei Medici del Cuamm e il CRO di Aviano.

Civiltà nella comunità

Nucleo di Volontariato e Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Carabinieri

La vocazione dell’Arma verso la fedeltà ai valori dell’Italia, la difesa dei cittadini, la collaborazione con le Istituzioni, ha fatto sì che l’Associazione Nazionale Carabinieri sia una delle realtà associative più importanti del Paese. Il Nucleo di Volontariato e Protezione Civile è presente a Conegliano da vent’anni, durante i quali si è distinto per aver prestato la propria opera ovunque ce ne fosse bisogno: terremoti, alluvioni, ma anche durante le manifestazioni sportive e di ritrovo. A Conegliano i volontari dell’ANC sono sempre presenti per garantire la sicurezza e la sorveglianza dei partecipanti durante tutti gli eventi cittadini, dalla Dama Castellana agli spettacoli alla Zoppas Arena, dalla Festaloonga all’Expo, all’interno del Teatro Accademia e durante l’autunno coneglianese, dimostrando di essere parte integrante e fondamentale della vita della comunità.

Ros Francesco

Il signor Francesco, pensionato di 81 anni, è l’esempio concreto di chi sa cogliere le occasioni che la vita ci offre per realizzare la propria vocazione nel sociale che, per Francesco, è dedicarsi soprattutto alle persone ammalate. Infatti, da trent’anni, ogni domenica, visita gli ammalati della parrocchia di San Rocco con l’incarico di Ministro Straordinario. Inoltre la sua professione di autista di pullman lo ha portato più volte a San Giovanni Rotondo, dove ha l’occasione di fare le sue prime donazioni di sangue: gesto di prezioso dono gratuito che, attraverso l’Avis di Conegliano, non sarà più interrotto per altri venticinque anni. Dopo la pensione gli è offerta la possibilità di collaborare al progetto “Servizio trasporti LILT gratuiti” rivolto agli ammalati oncologici del nostro territorio: si tratta di prelevare direttamente le persone dalla propria abitazione, accompagnarle nel luogo di cura e riportarle a casa. E’ un servizio che ha svolto in maniera continuativa per sedici anni e che per raggiunti limiti di età è stato costretto a interrompere. Ascoltatore sensibile e intelligente, sapeva spesso trasformare i lunghi tragitti in veri momenti d’incontro e conforto. Da ultimo, ma non meno significativo, va ricordato il suo impegno come custode della Cappella dell’Ospedale De Gironcoli, dopo la partenza delle suore di Maria Consolatrice, per sei anni, fino alla sua definitiva chiusura.

Ceccon Aurelio

Aurelio, 63 anni, è un grande appassionato della natura, degli uccelli e degli animali appartenenti alla fauna selvatica del nostro territorio. Dal 2000 presiede ed è anima del Comitato Antica Fiera di Santa Lucia di Piave, patrocinato dall’Amministrazione comunale e oggi importante prologo alla millenaria Fiera di S. Lucia di Piave. Attento ricercatore di documenti originali che attestano la storia e i costumi del passato, ha saputo far sì che il Comitato per l’Antica Fiera sia oggi una delle realtà associative più importanti del Veneto e fra le prime nell’ambito delle rievocazioni in costume.

Tomasi Maria

La signora Maria, pensionata di anni 80, ha una storia commovente che vale la pena di raccontare. Ancora bambina emigra con tutta la famiglia in Brasile. Da lì a pochi anni però ritornano in Italia, come dice Maria, più poveri di quando erano partiti. Eppure quella terra, dove aveva trascorso la sua infanzia, le rimane nel cuore. Infatti, nel 1959, ancora giovanissima, riparte per un piccolo paesino del Brasile chiamato Santa Mésia. Qui, dove in particolare si occupa di catechesi, le giovani mamme le corrono incontro con i propri bambini e la chiamano affettuosamente “dona Maria”. Per ben sette anni insegna catechismo e prepara ai sacramenti, taglia e cuce le vesti cerimoniali e organizza momenti di festa. Con alcuni di loro mantiene tuttora contatti dopo averli sostenuti ininterrottamente per altri venticinque anni. Rientrata in Italia si sposa, ma continua a dedicarsi all’educazione di bambini e ragazzi, prima seguendo i Campeggi Estivi in tenda per quattordici anni, occupandosi di tutta la logistica e curando la mensa, e poi durante i GREST parrocchiali, gestendo i corsi di cucina e ricamo. Inoltre, segue il catechismo e si occupa della formazione dei chierichetti, naturalmente confezionando anche le loro tuniche. Prepara lei stessa i pranzi e le cene comunitarie in occasione delle feste per i sacramenti o alla conclusione delle varie attività. Persona positiva e solare, ha saputo affiancare con discrezione e sensibilità i genitori che lavorano, attraverso l’aiuto concreto nella cura dei figli. Collabora ancora attivamente con tutte le associazioni di volontariato e socio-culturali del paese. Chi la conosce dice che ha le mani e il cuore d’oro. Ancora oggi che gli anni sono trascorsi le mamme di Campomolino portano nei passeggini i loro bambini a conoscere e salutare quella che per tutti è semplicemente “la Maria”.

Masutti Pietro

Friulano di origine, ma Coneglianese da sempre, Pietro, “Piero” per chi lo conosce, pensionato di 66 anni, ha svolto la sua attività lavorativa nel campo enologico, dirigendo la Cantina Sociale per più di vent’anni. Attento alle sue peculiarità e amante del nostro territorio, ha sempre cercato di valorizzarlo. È presidente del Laboratorio Enochimico, punto di riferimento per cantine e aziende. Capogruppo del Gruppo Città della Sezione Alpini di Conegliano, collabora attivamente e costantemente alle iniziative promosse dal Comune e dalle associazioni. È punto di riferimento e sostegno sicuro della Parrocchia del Duomo di Conegliano.

Follador Giovanni

Il prof. Follador, di anni 64, vanta un’esperienza di oltre quarant’anni nel mondo della scuola e del volontariato. È stato contemporaneamente insegnante e vice Preside dell’Istituto Cerletti; volontario e Presidente delle Pro Loco Trevigiane e del Veneto e Consigliere Nazionale per 10 anni dell’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco Italia). Sempre in prima linea, si è reso artefice e promotore dei valori legati alla tradizione delle comunità locali. Negli anni ha rafforzato il senso di appartenenza delle Pro Loco all’UNPLI, facendole diventare un punto di riferimento per la società civile e per le Amministrazioni. Con passione, competenza e voglia di fare è riuscito a mettere insieme le diverse realtà locali e a creare una rete capillare che unisce 537 Pro Loco divise in 43 consorzi e oltre 60.000 volontari. È promotore e protagonista d’innumerevoli progetti di valorizzazione del territorio come la Cooperativa dell’Alta Marca, l’Associazione dei Produttori del Marrone di Combai, la famosa Primavera del Prosecco Superiore, rassegna enoturistica con tre mesi di eventi, diciassette mostre del vino, per un indotto di circa 300 mila presenze ogni anno. Forse meno conosciute, ma più care a Giovanni, la creazione della Cooperativa AgriCombai, nata dall’ex Latteria Sociale di Miane, e la gestione del Parco Archeologico del Livelet: due sfide contro corrente che però alla fine sono risultate vincenti. Così come altre iniziative: il Concorso per le Scuole sulla Tutela del Patrimonio Veneto, giunto alla 7a edizione, o Sapori di Autunno, Germogli di Primavera, Spettacoli di mistero, Cucinare la crisi, per nominarne alcune e, per ultima, ma solo in ordine di tempo, la Prosecco Hills. Persona instancabile, è riuscito, con grande professionalità ed esperienza a coniugare l’amore per il territorio con la civiltà e la comunità in modo creativo e pragmatico.

Freschi Marika e Da Rios Ivan

Il Soccorso Alpino è composto di uomini e donne altamente specializzati, pronti a partire in ogni momento e operare anche in situazioni molto difficili. Marika e Ivan, 48 e 49 anni, sono compagni di vita e di lavoro, innamorati della montagna, del suo ambiente, della vita.
Gestiscono da anni il Rifugio Pordenone nella Val Cimoliana, sono soci del Club Alpino Italiano Sezione di Conegliano, Istruttori Nazionali di Alpinismo e Membri del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino.
Nel gennaio di quest’anno sono stati fra i primi ad accorrere a Rigopiano, dopo che la valanga si era abbattuta sull’hotel intrappolando lavoratori e turisti. Marika si è introdotta all’interno dell’hotel crollato ed è riuscita a salvare dei bambini.
Marika e Ivan erano già intervenuti durante il terremoto de L’Aquila del 2009, salvando tante vite e affermando ogni volta che tutto avviene perché “sono parte di una squadra”.
Sono una coppia e una squadra, parte di un’eccellenza italiana: il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino.

Bambini

Perinot Veronica

La giovanissima Veronica Perinot, studentessa di 14 anni, dal primo giorno di scuola primaria fino al termine del ciclo di scuola secondaria di primo grado, si è presa cura ininterrottamente della sua compagna di banco diversamente abile.
Ciò che è diverso da noi può spaventare, ma se al contrario vogliamo conoscere il diverso ci arricchiamo di qualcosa di unico: questo è il caso di Veronica e Giulia.
In prima elementare, a Bagnolo, Veronica conosce Giulia, la compagna di classe con una grave ipoacusia. Con amore e grande amicizia le sta vicino in ogni momento, aiutandola a superare le situazioni quotidiane di incomprensione dovute alle difficoltà di linguaggio. Quando Giulia si approccia alla Lingua Italiana dei Segni (progetto proposto per tutta la classe), Veronica stessa riesce ad entrare ancora più in sintonia con lei.
Giulia e Veronica, Veronica e Giulia, un rapporto che si è consolidato nel tempo. Non servono parole per permettere a un’amicizia di nascere e crescere: sguardi, espressioni e…le mani.
Mani di Veronica che hanno sostenuto, accarezzato, scrollato… e mani di Giulia che hanno abbracciato, consolato, stretto…
Veronica ha conosciuto Giulia e fin dall’inizio ha deciso d’impegnarsi per suonare insieme una musica per l’anima in un concerto a quattro mani.
Un rapporto instaurato saldamente anche al di fuori dell’ambiente scolastico, nello stare insieme anche nei periodi di vacanza. Una continua vicinanza che ha consentito a questa ragazza di vivere questi anni serenamente, forte di un punto di riferimento sempre presente.

Giovani Emergenti

Golla Marco

Marco Golla, 31 anni, nativo di Pieve di Soligo, ragazzo riservato essenziale, che si è distinto per un percorso brillante in ambito matematico a partire dalle Olimpiadi Nazionali di Matematica di Cesenatico (terzo posto) a quelle Internazionali di Atene.
Nel 2007 si laurea all’Università di Pisa BSC in matematica con votazione 110 cum laude.
Nel 2009 il Master in Matematica e a dicembre si diploma in Matematica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, primo classificato nel suo anno di selezione.
Prosegue il dottorato di ricerca in “Pure Mathematics and Mathematical Statistics” presso l’Università di Cambridge.
Dal 2012 al 2014 è ricercatore presso l’Istituto di Matematica di Renyi, Accademia Ungherese delle Scienze.
Ha collaborato con la commissione italiana per le olimpiadi di matematica.
Nella sua biografia compaiono diverse pubblicazioni, collaborazioni e conferenze. É stato assistente docente al corso Linear Algebra II di Uppsala University, tutor al corso Analisi Matematica I all’Università di Pisa e durante il PhD, tutor presso l’Università di Cambridge.
Ricercatore presso il Dipartimento di Matematica Uppsala University in Svezia e attualmente a Oxford.

Nadai Enrico

Enrico Nadai, 21 anni, nasce a Conegliano il 26 maggio 1996 ed è residente a Farra di Soligo. Frequenta la facoltà di Filosofia a Padova. Figlio d’arte: padre violinista e madre cantante, all’età di 7 anni intraprende lo studio del violino ed entra a far parte della Piccola Orchestra Veneta formata da giovani musicisti di talento.
A 12 anni comincia lo studio del canto e attraverso la partecipazione e la vincita del concorso internazionale “Onde sonore” di Jesolo, viene notato dalla cantante statunitense Cheryl Porter che lo segnala per un provino canoro in Mediaset. Quest’ultimo lo porterà ad inserirsi nel cast della trasmissione televisiva “Io canto”, nella quale farà parte della boyband dei Gimme Five oltreché come singolo interprete.
Il 16 maggio 2011 esce il suo primo Ep dal titolo “Un istante perfetto”. Partecipa anche alla terza edizione del programma televisivo condotto da Gerry Scotti “Io Canto” aggiudicandosi il terzo posto e il premio CET, offertogli dallo scrittore e paroliere Giulio Rapetti Mogol.
Il 20 dicembre 2011 viene invitato a cantare in mondovisione al concerto per la pace tenutosi a Betlemme all’interno della Basilica della Natività.
Dall’aprile del 2012 diventa componente, insieme a Kevan Gulia e Simone Frulio, del gruppo vocale dei FreeBoys con cui nel 2013 partecipa alla trasmissione televisiva X Factor. Nello stesso anno entra a far parte della Nazionale Italiana Cantanti.
Con la sua nuova formazione musicale pubblica un Ep e due album, di cui l’ultimo dal titolo “Dedicato a…” (2013), che racchiude i contenuti dei precedenti lavori con l’aggiunta di alcune nuove tracce. Nel 2014 inizia delle collaborazioni giornalistiche scrivendo articoli di arte e cultura.
Nel 2015, Enrico partecipa alla realizzazione del disco “Wake Up” dedicato a Papa Francesco con un brano dal titolo “Santa Famiglia di Nazareth”.
Negli ultimi anni ha sempre prestato le sue doti vocali esibendosi a favore della raccolta fondi per numerose associazioni benefiche (Banca degli occhi, la Croce Rossa, il Ceod).
Da due anni collabora con l’associazione Avis, esibendosi con lo spettacolo di cabaret “Riso fa buon sangue” per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue.

I ragazzi dell’Orchestra SiO dell’Associazione Culturale “Suono in Orchestra”

L’Orchestra SiO dell’Associazione “Suono in Orchestra” di San Fior nasce nel 2011 ed è ormai una realtà consolidata nel territorio, mira a creare occasioni di studio, incontro, confronto e interscambio tra studenti e musicisti professionisti.
Attualmente l’orchestra è composta da 85 elementi con età che va dai 10 ai 20 anni, con l’inserimento in organico anche di flauto, clarinetto, oboe, corno, batteria e percussioni. Direttore d’orchestra e prof. è Roberto Fantinel
L’Orchestra si distingue per la capacità di suonare all’unisono, nonostante la giovane età, in armonia e soprattutto divertendosi. Questi ragazzi appaiono come un insieme di anime che si muovono allo stesso ritmo, creando qualcosa che rappresenta allo stesso tempo tutti e ogni singolo. Mentre si suona ogni individualità crea un accordo con le note dei compagni.
Questi ragazzi sono stati invitati a suonare in numerosi eventi tra i quali l’apertura di Expo 2015 a Milano, l’apertura dell’anno scolastico al Quirinale, un evento al teatro dal Verme di Milano ed alcuni di loro sono stati in stage in Scozia, nonché ad un concerto a Barcellona nella Sagrada Familia.
Interessante e coinvolgente è stata la partecipazione alla trasmissione di Canale 5 Tu Si Que Vales a Roma e all’apertura del convegno Beautiful Day a Milano.

Sezione Speciale – PAESAGGIO AMBIENTE ARCHITETTURA

BORGO DI ROLLE DI CISON DI VALMARINO (TV)

Rolle è un luogo del cuore che apre il cuore. È una sfida vitale tra innovazione e tradizione. Rolle è l’impegno solenne della piccola comunità di Rolle di Cison di Valmarino per la difesa di un patrimonio autentico di natura e di memoria.
“Una cartolina mandata dagli dei”. Troviamo questa frase incisa su una povera tavoletta di legno poggiata appena sopra una fontanina nel centro del paese. Così Andrea Zanzotto amava definire il borgo di Rolle, circondato dalle garbate colline vitate delle Prealpi Trevigiane. Un quadro connotato da una peculiare orografia che ha alimentato nei secoli la pratica della viticoltura eroica, quella coltivazione dei vigneti terrazzati lungo pendii impraticabili dai moderni mezzi meccanici. Questi sono i lineamenti di un “paesaggio culturale”, contenitore di identità locali e di saperi materiali. I mutamenti che investono le società locali nell’epoca della globalizzazione sono noti e inducono ad esiti estremi con una complessiva inclinazione alla decadenza dei valori ecologici.
Nei luoghi dedicati al prosecco la comunità di Rolle e il borgo resistono alle lusinghe di un progresso spesso aggressivo e agguantano con forza la salvaguardia del paesaggio come ragione di sopravvivenza. Il borgo di Rolle, luogo del cuore, è sostenuto e addirittura “adottato” dal FAI, che nel 2004 ha inteso riconoscere questo contesto iconografico per il suo notevole valore storico testimoniale, eleggendolo a primo “Borgo FAI” d’Italia e avviando così un progetto di valorizzazione delle peculiarità culturali e antropologiche locali come presupposto strategico di uno sviluppo sostenibile.
Rolle, come sfida e come caso emblematico all’EXPO 2015; come luogo che riunisce valori, fragilità e contraddizioni del territorio del prosecco, tanto che viene riconosciuto questo territorio come “sistema culturale complesso” anticipando di fatto gli argomenti che oggi sostengono con forza e convinzione l’istanza di candidatura di questo territorio a Patrimonio dell’Umanità.
Il borgo di Rolle come testimone, tra gli altri, e luogo del cuore del paesaggio italiano più autentico, coinvolgendo come parte attiva la comunità e rivolgendosi a tutti i protagonisti della filiera vitivinicola.
Ci sarebbero tante storie da raccontare perché tante sono state le iniziative messe in campo in questi anni che evidenziano non certo un approccio conservativo ma dinamico attraverso convegni, laboratori, escursioni, visite guidate, concerti.
Rolle, come esempio per riflettere sul valore dei luoghi e luoghi che diventano valore, non solo per la comunità che la vive ogni giorno ma anche per tutti coloro che si commuovono osservando i dettagli di un paesaggio umano, un atteggiamento che vede nella consapevolezza della tutela, il recupero dei valori storici ma che anche prospetta visioni e progetti in piena simbiosi con l’Uomo e il proprio ambiente.

PREMIO CIVILITAS 2016 – Sezione Nazionale / Internazionale

ALESSANDRO DEL PIERO

Classe 1974, attaccante, è considerato tra i migliori giocatori nella storia del calcio italiano per qualità tecniche, umane e per il numero di vittorie ottenute in carriera. Campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 2006 in Germania. In semifinale contro i padroni di casa segna il gol del 2-0 all’ultimo secondo dei tempi supplementari; scende in campo poi nei tempi supplementari della finale Italia-Francia, calcia e segna uno dei rigori che consentiranno all’Italia di vincere il titolo per la quarta volta nella sua storia.
L’avvocato Gianni Agnelli lo soprannominò Pinturicchio, osservando la leggerezza e l’eleganza del suo stile di gioco. Capitano della Juventus dal 2001 al 2012, ha segnato in tutte le competizioni alle quali ha partecipato con la sua squadra. Con il club bianconero detiene il primato assoluto di reti (290) e di presenze (705). Ha segnato complessivamente 346 gol segnati in carriera, secondo solo a Silvio Piola (390), nella classifica dei migliori marcatori italiani di tutti i tempi. Con la nazionale ha totalizzato 91 presenze e 27 reti, partecipando a tre Mondiali e quattro Europei. È stato valutato il migliore calciatore italiano nel 1998 e nel 2008. Nel 2007 lascia la sua impronta nella Champions Promenade a Montecarlo vincendo il Golden Foot. Ha conquistato quattro titoli di capocannoniere: in UEFA Champions League nel 1998 con 10 gol, in Coppa Italia nel 2006 con 5 gol, in Serie B nel 2007 con 20 gol e in Serie A nel 2008 con 21 gol.
Il suo palmares è da straordinario: 8 Scudetti (due dei quali sono stati revocati o non assegnati), 1 Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, 1 campionato di serie B, 1 Champions League, 1 Coppa Intercontinentale, 1 Supercoppa europea. Oltre al titolo mondiale del 2006, con la Nazionale Under 21 vince due titoli europei.
Un certo tipo di gol, con un tiro a effetto dal vertice sinistro dell’area di rigore verso l’incrocio dei pali più lontano, viene battezzato dalla stampa sportiva e dal pubblico “alla Del Piero”. Il campione di San Vendemiano andò a segno in svariate occasioni grazie a tali conclusioni, mettendosi definitivamente in mostra dapprima in Italia e poi in campo europeo. Ma prima ancora, da ragazzino, i primi calci al pallone li tirava nel campo parrocchiale di Saccon. La sua prima squadra è stata quella del suo paese, il San Vendemiano, dove viene notato dal Padova che gli offre l’opportunità di entrare nel mondo dei professionisti. Fa tutta la trafila nelle giovanili del club biancoscudato, di 13 ai 18 anni e segna con quella maglia il primo gol tra i “pro”, in serie B, contro la Ternana, prima di trasferirsi alla Juventus e iniziare la sua grande avventura in bianconero.
Un sondaggio del 2012 lo ha eletto “lo sportivo più amato dagli italiani”. Nel giugno del 2012 lascia la Juventus e il suo addio allo Stadium è tra i più toccanti e suggestivi omaggi che siano mai stati tributati dal pubblico a uno sportivo. Concluderà la carriera all’estero. Per due stagioni gioca nel campionato australiano, con il Sydney FC. Il suo arrivo nella A-League è un evento, la media di spettatori del club quasi raddoppia, sold out in tutti i principali stadi del Paese, la sua maglietta è la più venduta della storia della Lega e i diritti televisivi del campionato salgono a cifre mai toccate prima. Prima di lasciare il campo, c’è ancora spazio per un’esperienza unica, in India, da testimonial della nuova Indian Super League, con la maglia del Dehli Dynamos.
L’umanità di Alessandro lo ha portato ad essere protagonista di numerose iniziative benefiche e solidali. Da molti anni promuove e sostiene la ricerca sul cancro, e nel novembre del 2006 ha ricevuto dall’AIRC il premio Credere nella ricerca. Ancora oggi è ambasciatore AIRC e testimonial delle campagne dell’associazione. Nel 2011 ha lanciato il progetto “Ale10friendsforJapan”, da lui ideato per aiutare gli abitanti del Giappone colpiti del terremoto, con le sue drammatiche conseguenze. Proprio in Giappone al Kashima Stadium nell’estate del 2012, Alessandro ha giocato una storica amichevole benefica, con un gol che ha esaltato i tanti tifosi giapponesi, e ha così suggellato il suo impegno per le popolazioni colpite dalla tragedia.
Dopo aver lasciato il campo, dal 2015 è tra gli opinionisti di Sky Sport e partecipa inoltre a match organizzati a scopo solidale, come la partita del cuore e a tornei riservati a stelle del calcio, come nel giugno di quest’anno, in Guatemala, dove ha dimostrato di non aver perso il suo smalto da campione con la realizzazione di una spettacolare rete all’incrocio da oltre 30 metri nel corso di una partita di beneficenza.

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