La storia

La storia

Nel 1984 nasce l’Associazione Dama Castellana, con lo scopo di promuovere una rievocazione storica di carattere rinascimentale di una battaglia svoltasi a Conegliano nel 1231. La manifestazione inizialmente contemplava la presenza di gruppi da spettacolo ospiti, provenienti da diverse città d’Italia, ma nel 1986 ci fu per la prima volta la comparsa nel corteo storico dei tamburi e sbandieratori di Conegliano. Il gruppo nasce per volere dell’allora Comitato, che decide di formare alcuni giovani della città per creare un gruppo da spettacolo che potesse affiancare il corteo e la manifestazione di piazza. Le prime bandiere erano disegnate a mano e le aste erano manici di scope, i tamburini erano alcuni suonatori della banda cittadina, gentilmente prestati per il corteo.

I colori sociali del gruppo sono il giallo ed il blu, e l’emblema è un drago ocra su fondo nero che posa gli artigli accanto ad una damiera ed allo scudo cittadino.

Dopo la partecipazione del gruppo storico dei tamburi di Assisi alla Dama Castellana, 1986, il gruppo dei tamburi ebbe un notevole impulso, tanto da portare l’Associazione ad acquistare i primi tamburi e ad attivare una specie di scuola, cui si aggiunse in poco tempo una scuola per chiarine (trombe senza pistoni a campana allungata). I risultati non tardarono ad arrivare, tanto che nel 1987 ci fu la prima trasferta estera del gruppo, accompagnati da figuranti in costume ed armigeri, a Francoforte. L’anno seguente, ancora in Germania, ma questa volta a Stoccarda. La crescita del gruppo sia come numero di elementi, sia come spettacolarità è verticale, nel 1989 compare in città il primo vero capo gruppo, affettuosamente chiamato Tosco, forgia un gruppo di ragazzi ambiziosi e molto uniti, il coefficiente di difficoltà dei brani suonati cresce sempre più tanto da arrivare a creare spettacoli di soli tamburi. Nel frattempo anche il mondo delle bandiere si sviluppa, sotto la guida di Stefano Marin prima e Stefano Silvestrin dopo, la tecnica e la spettacolarità aumentano vertiginosamente, in piazza venne presentata la piramide umana, esibizioni acrobatiche e i classici spettacoli per sbandieratori.

I nuovi costumi, freschi di sartoria veneziana, arrivarono nel 1990, si trattava di costumi innovativi per il tempo, colorati ed abbinati ai colori delle bandiere quelli degli sbandieratori, neri con broccati bianchi e lunghi mantelli quelli dei tamburi. Il gruppo storico prende forma e riscuote sempre maggiore successo in città, sono molti i giovani che provano a imparare quest’arte vecchia di secoli ma sempre affascinante. Nei primi anni novanta emerge un nuovo maestro, già componente del gruppo, Alan Dario. Dopo l’abbandono delle “armi”, per motivi di lavoro il Tosco torna nei suoi paesi di origine, e Alan prende per mano il gruppo. Da grande musicista ed appassionato del tamburo aiuta il gruppo a trovare nuovi ritmi, nuove sonorità sempre più coinvolgenti, il tutto con una qualità sonora fin prima sconosciuta. Gli sbandieratori dal canto loro continuano l’ascesa modificando le “armi” del mestiere, è così che arrivano le prime tele in cotone ultralight e le aste in fibra di carbonio, l’elaborazione degli spettacoli, sempre visionata da Stefano Silvestrin prende forme sempre più complesse tanto da presentare in piazza nel 1994 uno spettacolo con 12 sbandieratori, il tutto corredato dal suono dei tamburi.

L’impegno, la coesione e la grinta di quei ragazzi gli fa assumere la forma di una squadra, disposta a grandi sacrifici pur di affermare il proprio ruolo nella città e nella Associazione, tanto che nel 1995 nasce l’Associazione Tamburi e Sbandieratori di Conegliano, costola staccata ma sempre collegata alla Dama Castellana. Si cominciano ad avere spettacoli in quantità industriale, in Italia e all’estero, in alcune occasioni la squadra viene divisa in due per essere presente a due eventi contemporaneamente. Il primo presidente fu Alan Dario, seguito da Marco Stazzone e da Paolo Piovesana. Sempre in questi anni inizia una proficua collaborazione con il “Serenisimo Tribunal de l’Inquisithion”, che porta il gruppo da spettacolo a presenziare a numerose feste storiche in Italia e all’Estero.

Nel frattempo per motivi di studio-lavoro cambia il comando nei tamburi dove arriva Alessandro Miraval, che da ulteriore stimolo e qualità al gruppo, cui aderiscono molti giovani, tanto da costringere gli organizzatori a fare prove a turni per la mancanza di strumenti, sempre nello stesso periodo il gruppo sbandieratori vive alti e bassi dovuti all’avvicendarsi nel gruppo di diversi elementi, a causa di lavoro, famiglia, morose altro. L’Associazione continua sempre e comunque i suoi spettacoli partecipando anche a qualche gara, ma i tempi non erano ancora maturi. Nel 1997 alla presidenza dell’Associazione Dama Castellana arriva Pietro Dottor che da subito fa capire la sua intenzione di richiamare alla base il gruppo da spettacolo, il momento è cruciale, e per molti arriva il momento di scegliere. L’associazione Tamburi e Sbandieratori Conegliano viene sciolta nel 1998, l’allenatore dei tamburi, Miraval Alessandro sceglie un’altra strada e con lui altri elementi del gruppo, mentre la maggior parte del gruppo storico rientra in Dama pronto a ripartire.

In quegli anni, 1998-1999, c’era la nuova sede da restaurare, nuove sfide da cogliere, nuovi stimoli, e il gruppo non si fa trovare impreparato. Partecipa attivamente al restauro della sede, si prepara con sacrifici e sforzi l’angolo dedicato al gruppo da cui sarebbero partite tutte le sfide più entusiasmanti degli ultimi anni. Come priori responsabili del gruppo ci sono per i tamburi Thomas Ongaro e per gli sbandieratori Marco Pavan. Continua l’impegno con spettacoli in tutta Italia, e cominciano le gare, quelle vere. Lo spettacolo Dama Castellana diventa un contenitore sempre più ricco e raffinato, e il gruppo si adegua con piacere, arriva Gianni Casagrande, grande musicista, a migliorare tecnica e sonorità dei tamburi, arriva Maurizio Lorenzi, un maestro di bandiera con pochi eguali, che crea nuovi spettacoli per gli sbandieratori, proponendo un concetto di spettacolo e di qualità fin prima inimmaginabili. Il gruppo viene scelto come rappresentanza della Provincia di Treviso e del Comune di Conegliano, iniziano collaborazioni con i primi registi veri della dama, con grandi attori e atleti, musicisti e ballerini.

In questi anni nascono nuove collaborazioni e amicizie con i gruppi di Fabriano e di Porta Romana, ai quali, forti dell’esperienza maturata negli anni, il gruppo di Conegliano fa scuola trasmettendo tecniche di sbandierata e di suono.

Nel 2001 inizia la passione per la specialità coreografica, e nasce la squadra coreografica, composta da tamburi, sbandieratori, figuranti, nasce uno spettacolo senza precedenti, una vera piecè teatrale, con inizio e fine, con attori, comparse e spettacolo a volontà. La passione per questa specialità continua negli anni lungo un progetto chiaro e preciso: diventare i migliori in Italia, vincendo il Campionato Italiano Coreografico.

Il sogno viene costruito pian piano, e in tanto il gruppo continua il suo mutamento, cambio di priori, arriva per i tamburi Paolo Piovesana e per gli sbandieratori Stefano Donadon, nel frattempo cambia anche il presidente, nel 2003 il nuovo consiglio direttivo elegge Giovanni Grassi presidente, e la sfida continua. Nuove collaborazioni artistiche per l’Associazione e soprattutto per il gruppo che si sposta per i suoi allenamenti perdendo un po’ il contatto con l’Associazione e la Sede, ma il feeling con le gare e le vittorie resta immutato, e finalmente, dopo un lungo inseguimento bagnato comunque da altre svariate vittorie, nell’ottobre 2004 il gruppo Tamburi e Sbandieratori diventa Campione Italiano nella specialità coreografica.

Negli anni successivi il gruppo stringe nuove contatti con altre associazioni del coneglianese e in particolare con la squadra di pallavolo femminile della città. Insieme al presidente della Spes Volley, Giovanni Lucchetta, si crea un  progetto che porta il gruppo, a seguire le ragazze durante le partite di campionato in tutta Italia, per una promozione del nostro territorio.

Nel 2006 gli ultimi componenti del “gruppo storico” lasciano e la nuova generazione prende in mano le redini. Vengono eletti Andrea Tarzariol come responsabile tamburi e Filippo Zardetto come responsabile degli sbandieratori. In questi anni, per problemi legati alla difficoltà di reperire nuove reclute, il gruppo decide di non continuare l’esperienza di gare e campionati, concentrandosi su uscite di rievocazione e manifestazioni di vario genere in tutto il trivento.

Nel 2009 comincia una collaborazione con i ragazzi del gruppo di Tamburi e Sbandieratori di Port’Oria (Feltre). Passione per tamburi e bandiere, scambio di idee, aiuto reciproco e tanto divertimento fa nascere tra i due gruppi una splendida e solida amicizia.

Nel 2009 cambia il consiglio direttivo dell’Associazione e viene eletta presidente Anna Maria Gasperini. Anche per il gruppo è tempo di rinnovo delle cariche e i responsabili diventano Marco Pagnossin per i tamburi e Dennis Palù per gli sbandieratori. Il feeling con il nuovo direttivo è buono e porta tamburi e sbandieratori a rappresentare l’associazione in molte manifestazioni e a partecipare a molti eventi organizzati da Comune e Provincia.

Il gruppo, nel 2011, raggiunge un traguardo importante e festeggia il 25° anniversario di attività con due giorni di spettacolo e festeggiamenti, dove si riuniscono quanti, in questi anni, hanno contribuito con orgoglio, lavoro e passione, a far diventare il grande gruppo Tamburi & Sbandieratori della Dama Castellana.

Nello stesso anno, anche un componente del gruppo arriva ad un traguardo importante, infatti Alessandro Pitasi, detto Portos, raggiunge la “maggiore età” e festeggia i suoi 18 anni di militanza nel gruppo.

Proprio nell’anno del 25° anniversario, dopo i molti tentativi degli anni passati, arrivano nuovi elementi dai 10 ai 14 anni, donando nuova linfa al gruppo, quasi a testimoniare, in questo compleanno importante, la volontà di portare avanti l’attività.

Le sfide future saranno certamente molte, cambieranno molti nomi all’interno della squadra, ma lo spirito, l’orgoglio e la tenacia saranno sempre gli stessi, come la voglia di continuare ad affrontare le sfide a testa alta, senza paura, con le nostre armi che non feriscono, ma certamente emozionano come nient’altro.