Premio Civilitas 2016

In occasione della 22° edizione del Premio Civilitas — Civiltà nella Comunità, l’Associazione Dama Castellana e la Commissione del Premio, offrono la possibilità, a quanti lo desiderano, di segnalare, per un pubblico riconoscimento, storie di vita di quei Cittadini porre le proprie risorse materiali spirituali al servizio del prossimo con generosa dedizione.

A tutti gli operatori del sociale, della scuola, dell’informazione, dell’associazionismo ed ai rappresentanti delle amministrazioni locali, chiediamo di assisterci, con la propria sensibilità e competenza, coadiuvandoci nel progetto di valorizzazione e promozione della solidarietà nelle sue rnolteplici e preziose manifestazioni sul nostro territorio.

Il Premio Civilitas è un simbolico e collettivo ringraziamento della comunità a quanti rappresentano le eccellenze umane e l’espressione più autentica di civiltà nella comunità.

II Premio Civilitas 2016 si articola, come da regolamento, in cinque sezioni corrispondenti a quattro tipologie di candidati.

Accanto ad una personalità di fama internazionale che sarà insignita del Civilitas 2016, saranno individuati i premiati per le sezioni MENZIONE ALLA MEMORIA, GIOVANI EMERGENTI, CIVILTA’ NELLA COMUNITA’, BAMBINI/RAGAZZI, PAESAGGIO-AMBIENTE-ARCHITETTURA.

La prima sezione è dedicata al ricordo di alcune illustri persone che ci hanno lasciato nei dodici mesi precedenti la cerimonia di premiazione, consegnandoci una esemplare testimonianza di donazione di sé.

Nella seconda sono insigniti di un pubblico riconoscimento giovani (età massima quarant’anni) che uniscono non comuni talenti artistici, scientifici e sportivi ed un altrettanto fervida vocazione sociale.

La terza sezione individua quei cittadini che, operando nell’ombra, compiono gesti rivelatori di elevato senso civico e di profonda umanità nell’organizzazione di servizi alla persona, nella scuola, nella cultura, nella salvaguardia dell’ambiente, nella solidarietà internazionale, nell’aiuto alle famiglie e singoli in difficoltà, nel creare occasioni d’incontro per la gente.

La quarta sezione, riservata alle Istituzioni scolastiche, intende porre all’attenzione della comunità i gesti e i comportamenti di quei bambini/ragazzi che con il loro agire solidale e disinteressato, a dimostrazione che il perseguimento del bene comune non conosce limiti di tempo e di età, compiono gesti significativi a favore del bene di singole persone e/o della collettività.

Si evidenzia che, cosi come indicato dall’art. 1 della Convenzione dei diritti dell’infanzia approvata dall’AssembIea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989, entrata in vigore il 2 settembre 1990 e ratificata dal nostro Paese il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, sono considerati bambini tutti gli individui di età inferiore ai diciotto anni.

Tutte le segnalazioni dovranno pervenire all’Associazione Dama Castellana/Commissione del Premio Civilitas — Viale Spellanzon, 15 Conegliano (TV), entro e non Oltre il 01 agosto 2016. utilizzando la documentazione in download.

La documentazione inviata alla Commissione esaminatrice sarà trattata nel rispetto delle norme di cui alla L. 675, ed i candidati prescelti saranno premiati nel corso della cerimonia ufficiale che si terrà a Conegliano il giorno 06 novembre 2016.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria dell’Associazione Dama Castellana (tel. 0438 455600) negli orari d’ufficio.

Menzioni alla memoria

Paolo Trevisi

nato a Treviso nel 1941 e deceduto il 21 novembre 2015.

Attore e regista, si è esibito nei maggiori teatri italiani, lavorando con attori del calibro di Giorgio Albertazzi. È stato regista stabile dell’Arena di Verona dal 1975 al 1982 e direttore artistico del Teatro Comunale di Treviso. Nel 1989 fu il primo a portare Turandot in Cina. Nonostante i successi non ha mai dimenticato le sue origini, impegnandosi come Assessore alla Cultura del Comune di Villorba. Nonostante la malattia Paolo Trevisi ha voluto concludere il tour con uno degli spettacoli più intensi del teatro, impersonando il Doge ne “Il mercante di Venezia” di W. Shakespeare. Con la sua scomparsa la cultura, il teatro, la trevigianità hanno perso un grande rappresentante.

 

Antonio Perin

nato a Gorgo al Monticano il 9.11.1939 e deceduto a Conegliano

Durante tutta la sua vita Antonio è stato punto di riferimento per la comunità di San Vendemiano. Oltre ad essere stato Consigliere Comunale, Assessore e segretario politico della Democrazia Cristiana, ha fondato i primi circoli ACLI di Saccon e San Vendemiano, è stato fra i sostenitori dell’Asilo del paese. Si è dedicato poi agli archivi parrocchiali di San Vendemiano, curando personalmente il progetto di restauro dei registri canonici, di libri e manoscritti conservati, riuscendo così a salvare un preziosissimo patrimonio storico. Membro del Circolo Vittoriese di ricerche storiche, negli ultimi anni ha coltivato la sua più grande passione, le ricerche anagrafiche delle famiglie originarie della diocesi di Vittorio Veneto trasferite in tutto il mondo. Dal 1998 è stato promotore di cinque incontri mondiali delle famiglie PERIN svolti in Italia, con partecipanti provenienti dall’Europa ma anche da America e Australia. La sua disponibilità nei rapporti con gli emigranti dei quali aveva ritrovato le radici, aggiunta alla sua gentilezza, hanno fatto dire a molti che la sua dipartita li ha fatti sentire “orfani” di un papà collettivo, che molto si era impegnato anche per la raccolta di fondi a favore dei bambini disabili in Brasile.

 

Attilio Battistella

deceduto a 74 anni. Mareno di Piave

Attilio è stato infermiere professionale all’Ospedale De’ Gironcoli e al Pronto Soccorso di Conegliano. Dal 2003 al 2013 si è impegnato in politica come Consigliere Comunale e Assessore ai Servizi Sociali di Mareno di Piave con il Sindaco Tocchet. Ha promosso i progetti Pedibus e Città Sane. Componente attivo nella conferenza dei sindaci ULSS 7 e fondatore dell’Università Adulti di Mareno di Piave è stato una persona dai grandi valori umani e cristiani, sempre positivo e generoso con il prossimo, esempio anche nella malattia, affrontata con grande forza e serenità.

Giovani emergenti

Giacomo Mazzariol

Giacomo ha cinque anni quando, dopo due sorelle, riceve la tanto attesa notizia che finalmente avrà un fratellino, un fratellino speciale, Giovanni. Però non è proprio un supereroe come se lo aspettava, ma un bambino con un cromosoma in più. Così , dopo l’entusiasmo iniziale, pian piano arriverà la vergogna e il rifiuto. Solo dopo l’adolescenza ed un percorso emotivo elaborato con profondità ed autenticità, Giacomo scoprirà in Giovanni il fratello con i super poteri tanto atteso. Nel 2015 posta un video su YouTube “The simple interview” con migliaia di visualizzazioni e commenti anche dall’estero. Segue poi la pubblicazione del libro “Mio fratello rincorre i dinosauri” che racconta la storia di lui e suo fratello Giovanni. Un romanzo di formazione che commuove e fa riflettere.

Manuela Bellè

Manuela, dopo la laurea in ingegneria civile a Ferrara, nel 2010 partecipa ad un master a Londra (dove vive tutt’ora) organizzato da una charity legata al principe Carlo “The Prince’s Foundation for Boulding Community” che si occupa di urbanistica sostenibile e architettura tradizionale. Viene selezionata dalla “The Prince’s Regeneration Trust”con il compito di rigenerare edifici per ottenere benefici sociali. Il suo compito, in qualità di project manager è quello di seguire l’intero progetto, dall’individuazione dell’immobile, alla sua totale ristrutturazione, per farlo diventare poi autosufficiente e in grado di essere punto di riferimento per il contesto sociale nel quale è inserito.

Elena Zambon

Dopo il diploma di maturità scientifica si laurea in medicina e chirurgia e ottiene la Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare con il massimo dei voti. Durante il corso di studi fa numerose esperienze di lavoro in importanti Istituti come il Centro Cardiologico Monzino di Milano e il Royal Brompton Hospital di Londra, dove ottiene la Certificazione europea di Ecocardiografia transtoracica dell’adulto. La perfetta conoscenza della lingua inglese, le numerose pubblicazioni e gli studi clinici in lingua la portano ad entrare a pieno titolo come Senior Clinical Fellow presso l’Harefield Hospital di Londra, uno dei più grandi ed accreditati centri di studio al mondo per le patologie cardiache e pioniere nello sviluppo di cuori artificiali.

Civiltà nella comunità

Federico Stringher

Da sempre si dedica anima e corpo alla Parrocchia ed è promotore di incontri e uscite con i giovani. Collabora nell’organizzare la partecipazione di Conegliano alle Giornate Mondiali della Gioventù. É Cerimoniere Liturgico e fa parte della Corale di Parè e dell’Insieme Vocale Città di Conegliano. Fin da piccolo ha dimostrato particolare interesse per il Presepio mosso dal profondo e diffuso sentimento di nostalgia che questa rappresentazione riesce a suscitare nel visitatore. Oggi è particolarmente attivo nella realizzazione del Presepio di Parè che tutti ammiriamo, sia nella fase di progettazione che nella realizzazione. Insieme al presepio, mattone dopo mattone, è nato anche un “gruppo”. Si tratta di un insieme di persone molto motivate e abili che riescono a realizzare un’opera complessa per l’attento recupero dell’iconografia e delle tradizioni della cultura veneta.

Anna Scotton

Volontaria da più di 20 anni della Croce Rossa Italiana. Da oltre un decennio si occupa anche di disabilità, in particolare con l’Associazione “Oltre l’indifferenza” di Fontanelle. Segue i ragazzi nelle vacanze estive e con loro condivide momenti di festa e di vera gioia. Ospita nella sua abitazione i casi più gravi e non autonomi, donando così alle famiglie un momento prezioso di aiuto e sollievo.

Giovanni Galifi

Sopravvissuto a tre incidenti stradali che lo hanno costretto su una sedia a rotelle. Dopo moltissime cure fisioterapiche e tanto tempo passato in ospedale, è riuscito a recuperare sia fisicamente che moralmente al punto da considerarsi una persona miracolata. Da allora ha trovato la forza per organizzare eventi sportivi come momenti di riabilitazione ed inserimento sociale. La continua ricerca per migliorare la vita delle persone disabili sta portando Giovanni a sviluppare altre iniziative quali l’ideazione di una piattaforma per favorire l’entrata in barca alle persone disabili. Si tratta dell’originale progetto “La vela per tutti” il cui valore in senso terapeutico è ufficialmente riconosciuto.

Lorella Cescon

Lorella è un esempio di generosità. Ha sempre contribuito alle azioni di sostegno che l’Associazione Ancora ha intrapreso a favore di bambini e famiglie in difficoltà, reperendo beni di prima necessità per l’infanzia, spesso moltiplicandoli a suo carico. Assieme al marito ha visitato la Missione Bairro da Juventude in Brasile aiutando ad organizzare ed equipaggiare il Centro Materno Sant’Antonio che accoglie 200 bambini da 0 a 3 anni, fornendo loro gratuitamente vestiti, giocattoli, biberon, lettini e quanto hanno bisogno.

Luigino Bravin

Ex docente di scuola media è un appassionato conoscitore di storia, in particolare di storia del territorio, come testimoniano i suoi romanzi e racconti attraverso i quali esprime una grande sensibilità umana e i valori che gli sono più cari: il senso civico, l’importanza della memoria e la testimonianza alle nuove generazioni. Nutre un’altra grande passione, la geologia. E’ stato docente di matematica e scienze nella scuola media, dove ha portato con generosità ed energia la sua esperienza coinvolgendo ragazzi, colleghi e genitori in progetti di solidarietà (raccolta fondi per il Burkina Faso). Luigino, da tutti conosciuto come “Gigi”, è un collaboratore dell’Università della Terza Età, dove tiene lezioni di geologia trasmettendo agli studenti un sapere scientifico con parole semplici. La sua passione per la montagna ha stregato gli amici e conoscenti, tanto da organizzare percorsi e visite culturali in quota.

Giacomo Botteon

Da anni presta servizio nella Chiesa Parrocchiale, nella chiesetta della Madonna di Lourdes, nel capitello del Caravaggio, nella cappella della Casa di Riposo e nell’asilo, con spirito di servizio e apertura verso tutta la comunità. Dal 2002 risiede presso la Casa di Riposo di Santa Maria di Feletto (“Fondazione De Lozzo e Da Dalto” – ONLUS”) dove presta attualmente il suo servizio di volontariato per alcune attività di supporto al funzionamento della struttura. Collabora anche con il vicino Centro d’Infanzia “Girotondo delle età” dove si fa carico dei diversi animali presenti, i quali sono parte integrante del progetto psico-pedagogico “La scuola come una fattoria”.

Elvina Bernardi

Assistente sociale presso i Servizi Sociali del Comune. Dopo alcuni anni, in cui si è occupata soprattutto di servizio domiciliare, si è trasferita presso i Servizi Territoriali dell’ULSS 7. Ha sempre lavorato credendo pienamente nella persona, nei suoi valori, indipendentemente dalla cultura, ceto sociale, razza e religione. Ha saputo instaurare un buon rapporto con tutti, tenendo in primo piano la necessità dell’ascolto, nel rispetto dei tempi di reazione e delle abitudini degli utenti. Sempre con il suo dolcissimo sorriso.

Andrea Baffoni

Il dottor Baffoni dirige a Conegliano il Centro per la Procreazione Assistita dell’ULSS 7, attivo dal 2001. Il Centro accoglie le coppie in tutte le fasi del percorso: dalla visita iniziale, con la diagnosi e la terapia dell’eventuale infertilità, fino al trasferimento dell’embrione. Il Centro segue migliaia di coppie rendendo possibile la nascita dei tanto desiderati bambini. La sua disponibilità va oltre il normale ruolo di medico e le sue parole sanno aiutare anche nei casi più difficili. Oltre al proprio impegno professionale il dottor Baffoni mette costantemente a disposizione della comunità il proprio tempo libero per organizzare eventi culturali con particolare attenzione ai giovani.

Anna Scotton

Volontaria da più di 20 anni della Croce Rossa Italiana. Da oltre un decennio si occupa anche di disabilità, in particolare con l’Associazione “Oltre l’indifferenza” di Fontanelle. Segue i ragazzi nelle vacanze estive e con loro condivide momenti di festa e di vera gioia. Ospita nella sua abitazione i casi più gravi e non autonomi, donando così alle famiglie un momento prezioso di aiuto e sollievo.

Sezione Speciale – PAESAGGIO AMBIENTE ARCHITETTURA

COMUNITA’ DI GEMONA DEL FRIULI (UD)

É capitato di leggere, nel centro storico di Gemona, un manifesto scritto semplicemente a mano con un pennarello nero che così si presenta: “1976-2016 – La terra simbolo di solidità, può muoversi sotto i nostri piedi come una sottile pellicola su un liquido (C. Darwin)”. Questa affermazione, specie se rappresentata e raffrontata con la forza e il senso della rinascita dopo le distruzioni provocate dal sisma del 1976, danno l’idea del vissuto, del vivere di oggi e dello spessore della Comunità, soprattutto se ferita da eventi devastanti come un terremoto. Un pugno allo stomaco. Dritto, potente, impietoso. I gemonesi lo hanno rivissuto non solo ricordando il trascorso e scorrendo le immagini del tempo, ma lo hanno rivissuto guardando le sequenze della distruzione umana e materiale portata dal sisma del centro Italia alle prime ore del 24 agosto di quest’anno. I 40 anni trascorsi e la forza della rinascita, cominciando dall’economia e dalle aziende, che si è sviluppata in questi decenni di ricostruzione e che ha portato alla rigenerazione umana di una Comunità e di una rigenerazione urbana del paesaggio della città “come era e dove era”, rappresentano una elevata ed esemplare testimonianza per tutte le comunità che hanno a cuore le proprie tradizioni, il territorio e il paesaggio che lo riassume nelle sue connotazioni storiche, architettoniche, sociali e culturali. Tutto fu sospeso nel 1976 per dare priorità, nonostante le case distrutte e il pianto per chi non c’era più, alla rinascita attraverso la ricostruzione, mobilitando il grande e generoso mondo del volontariato, dell’economia e della cultura, tanto da imprimere nelle istituzioni obiettivi di sviluppo e di rinnovamento non solo per recuperare ciò che forma la materialità quotidiana, ma anche la pervicace conservazione dei filoni originali delle tradizioni e della storia del Friuli. Tutto ciò è ancora attuale e su questo la comunità di Gemona e il popolo friulano fanno leva per difendere il bene comune, inteso nella sua più ampia accezione, un bene creato nel momento in cui tutto sembrava perduto. Questa propensione a valorizzare e mantenere vivo il ricordo della rinascita, della ricostruzione, della coesione e della solidarietà è attuale. Il valore della Comunità di Gemona risiede anche nel “non dimenticare”. Può essere – questo – un valore sostenuto anche da normali iniziative. Come quella di un recente graffito che un’associazione di Gemona, che promuove graffiti-writing e street art, ha realizzato su 120 mq di parete di una casa; oppure importanti mostre inaugurate da poco che raccontano il riscatto di un popolo positivamente caparbio, che ha saputo combattere attraverso il lavoro, il sacrificio e la non comune determinazione, una forza che aveva paralizzato un intero territorio.

PREMIO CIVILITAS 2016 – Sezione Nazionale / Internazionale

On.le GIUSEPPE ZAMBERLETTI

Uomo politico di lungo corso. Classe 1933. Eletto alla Camera nel 1968, 1972, 1976, 1979, 1983, 1987, al Senato nel 1992. Ministro della Protezione civile nei governi Spadolini, Craxi, Fanfani (1982-1987), è stato sottosegretario all’Interno nei governi Moro e nel governo Andreotti (1974-1978). È il fondatore della Protezione civile italiana. Commissario straordinario per il terremoto in Friuli, per il soccorso e l’assistenza ai profughi del Vietnam nel 1979, per il terremoto in Campania e Basilicata. Si scrisse che il suo primo banco di prova fu il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976. Ordinò al ministero dell’Interno di requisire 25.000 roulotte che furono poi restituite dai friulani senza neanche una lira di danni.. Nell’estate del 1979 si occupò, su delega del presidente Andreotti, dell’operazione di salvataggio dei Boat People, profughi vietnamiti in fuga dal regime del Vietnam del Nord. L’operazione, che coinvolse la Marina Militare Italiana con due incrociatori e una nave appoggio, fu unica nel suo genere poiché si svolse senza scalo concludendosi con il salvataggio di circa 2000 persone tra uomini, donne, vecchi e bambini, accolti nel territorio italiano grazie all’appoggio di gruppi di volontariato tra cui Croce Rossa e Caritas italiana. L’Irpinia. Le cronache riferiscono che nella tarda serata del 23 novembre 1980 giunse all’onorevole Zamberletti una telefonata del ministro dell’Interno Virginio Rognoni, che gli chiese di tenersi pronto, perché probabilmente il terremoto irpino “era quasi forte come quello del Friuli”. Il giorno dopo era già operativo raggiungendo Roma senza non pochi problemi, poiché l’unico aeroporto in funzione del nord Italia risparmiato dalla nebbia era Genova. L’impegno di Zamberletti in Irpinia durò fino alla fine del 1981. Un giornalista ebbe a scrivere che: “Gente tosta come Zamberletti non ce n’è tanta in circolazione” Nel 1982, per decreto, Zamberletti viene nominato Ministro per il coordinamento della Protezione Civile, che nella sua attività si avvarrà del Dipartimento della Protezione Civile, istituito con decreto nello stesso anno, con a capo Elveno Pastorelli, il comandante dei vigili del fuoco di Roma che aveva coordinato le iniziative di salvataggio di Alfredino Rampi. Appassionato radioamatore, Zamberletti ha coinvolto i radioamatori in diverse operazioni di protezione civile. Dal 1988 è presidente dell’IGI (Istituto Grandi Infrastrutture) e dal 1995 presiede il forum europeo dell’impresa generale. Ha fatto parte della Commissione Difesa della Camera dei deputati, dell’Assemblea dell’Atlantico del Nord e della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Il 21 maggio 1996 gli viene conferita dal Presidente della Repubblica Scalfaro l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce e il 3 novembre 1996 l’Università degli Studi di Udine gli ha conferito la laurea in Ingegneria civile Honoris Causa per la Difesa del suolo e la pianificazione territoriale. È stato presidente, dal 2004 al 2009, della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo, un business network tra l’imprenditoria all’estero e l’imprenditoria nazionale di cui è divenuto poi presidente onorario. È inoltre presidente di ISPRO (Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile). e Presidente emerito della Commissione nazionale grandi rischi. E veniamo ai tempi più recenti. Zamberletti, nel municipio di Venzone lo scorso anno, non c’è fisicamente, ma le sue parole, affidate a un messaggio, hanno commosso molti e strappano un applauso corale tra i presenti in sala: “Una tragedia lontana, ma vicinissima – ha scritto – nella memoria di ognuno di noi che quel tempo ha vissuto e sofferto in una comunità cementata dal dolore, ma sostenuta dalla speranza e dalla volontà di lavorare per la rinascita e la ricostruzione”. Un pensiero, quello di Zamberletti, che egli ha voluto esprimere anche nel volume a ricordo di quei tragici anni: “Quando l’amico Franceschino Barazzutti – ha concluso – animatore instancabile dei sindaci del terremoto mi ha chiesto di contribuire con una personale memoria all’opera che si voleva realizzare con un’eccezionale documentazione fotografica, ho accettato con l’intento di testimoniare ai sindaci tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine per aver condotto le comunità locali del Friuli terremotato, con amore e con grande sacrificio personale verso il traguardo della terra promessa, come la definì in una memorabile omelia l’arcivescovo Alfredo Battisti”. Il pensiero recentissimo di Zamberletti al terremoto che ha devastato vaste zone del centro Italia, si può condensare nelle sue parole: “Questo è un terremoto difficile: bisogna arrivare dappertutto”. E non manca neanche l’incoraggiamento a Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento di Protezione Civile: “Coraggio”.