Premio Civilitas 2012
Don Luigi Mazzucato, già direttore del CUAMM con sede a Padova.

Don Luigi, nasce a Saccolongo (PD), nel 1927.

Diviene sacerdote nel 1950 e cinque anni dopo, Direttore del Cuamm, carica che ricoprirà per oltre mezzo secolo, dal 1955 fino al 2008.

La sua vita è caratterizzata dal costante impegno, tutto teso allo sviluppo di attività di volontariato internazionale, principalmente nel continente africano, proprio attraverso il Cuamm Medici con l’Africa, a cui tutt’ora (alla bella età di 85 anni) si dedica infaticabilmente con l’entusiasmo di sempre.

Nato come un semplice collegio per studenti italiani e stranieri desiderosi di dedicare un periodo della propria carriera a servizio degli ospedali missionari, all’inizio il Cuamm non era un’istituzione di cooperazione. Fondato dal professor Francesco Canova, medico, con l’appoggio dell’allora vescovo di Padova, Girolamo Bortignon, traeva ispirazione dal motto evangelico Euntes curate infirmos, «Andate e curate gli infermi» e questo motto condizionò tutta la vita di Don Luigi.

Aveva 28 anni allora, ed era quasi un coetaneo di quei giovani medici di cui doveva prendersi cura e, elemento non trascurabile, erano gli anni della contestazione. C’erano ragazzi da ogni parte del mondo, cosa rara in quell’epoca, e c’erano le assemblee fiume fino a tarda notte, che mettevano in discussione tutto: dal modo in cui gestire il collegio al ruolo che doveva avere un medico in missione. C’erano anche forti tensioni perché molti degli studenti venivano da Paesi ancora sotto il regime coloniale, alcuni addirittura in guerra tra di loro. Un miscuglio di lingue, culture e religioni diverse. Per Don Luigi è stato una palestra di vita, una scuola in cui imparare davverocosa vuol dire accoglienza, rispetto, dialogo, capacità di cogliere e valorizzare la ricchezza del diverso.

Don Luigi non mandava solo i medici in missione , ma li seguiva sul campo e orientava la loro azione. Correva l’anno 1968, era appena finito il Concilio Vaticano II e papa Paolo VI aveva emanato la Populorum progressio, l’enciclica che affermava la centralità e la mondialità della questione sociale: «Quello fu il nostro sessantotto» ricorda don Luigi e quando i medici missionari gli chiesero di poter intervenire sulle strutture sanitarie in cui operavano, di consentire l’ingresso del personale locale e, soprattutto, di integrare le strutture missionarie con il servizio sanitario pubblico e con i piani sanitari dei governi, capì che era arrivato il momento di una svolta e guidò questo nuovo modo di lavorare: una sanità condivisa dalla gente locale e accessibile a tutti, che diventasse capitale sociale e culturale per l’intero Paese.

La storia del Cuamm s’incrociò allora con la storia della cooperazione italiana: dette infatti il proprio contributo a stendere le linee guida della legge n. 1222/71 sulla cooperazione , la stessa che nel 1972 portò al riconoscimento del Cuamm da parte del ministero degli Esteri come organizzazione idonea a svolgere incarichi di cooperazione diretta con i governi e le autorità pubbliche, la prima in assoluto in Italia.

Era un sogno che diventava realtà e che ha portato a una ricchissima fase di progetti-Paese, di programmi cioè posti all’interno di accordi bilaterali tra l’Italia e i Paesi interessati, per costruire sistemi sanitari paralleli: cooperare per rafforzare il sistema sanitario nazionale e renderlo accessibile a tutti, lavorare insieme agli africani, in progetti a lungo termine, secondo un preciso piano strategico.

Persona umile ma carismatica, ha saputo cogliere i cambiamenti storici con intelligenza e lungimiranza e fare proprie e portare avanti le intuizioni spesso rivoluzionarie degli operatori sanitari, oltre 1300, che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lavorare con lui.

L’ 11 novembre 2010 nell’Aula Magna del Palazzo del Bo, gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace della Facoltà di Scienze Politiche alla presenza del Capo dello Stato, il Presidente Giorgio Napolitano.

Il 24 settembre, 2011 in occasione della 30° edizione del Premio Masi, riconoscimento conferito sin dal 1981 a personaggi originari delle Venezie che hanno saputo eccellere nei diversi campi dell’attività umana, un premio speciale, il “Grosso d’Oro Veneziano”, è stato consegnato a don Luigi Mazzucato, storico direttore di Medici con l’Africa Cuamm. Il premio, di rilievo internazionale, vuole essere un riconoscimento dell’impegno profuso per generare quella comprensione tra i popoli che si sviluppa in solidarietà, pace e, in particolare, promozione del diritto universale alla salute.

Menzioni alla memoria

BURATTO ZENO, che con coraggio e costante impegno ha saputo trasformare le brutture patite in gioventù in testimonianze preziose di solidarietà, meritandosi l’appellativo di benefattore dai bambini del Burkina Faso e della Costa d’Avorio. Con il suo entusiasmo ed il suo impegno, nell’assoluto silenzio, ha ridato speranza e nuova vita a centinaia e centinaia di bimbi ormai ai margini dell’esistenza (bambini serpente), contribuendo, in maniera incisiva, a far crescere e a diffondere, in Paesi dove ciò sembrava impossibile, l’attenzione verso le diversità.

CASAGRANDE PIERO, che per tutta la sua vita, anteponendo il bene degli altri ad ogni altra cosa, ha saputo farsi testimone di umanità ed impegno sociale, costituendo esempio di bontà, altruismo, senso della comunità e attenzione verso il prossimo, da additare a questa ed alle future generazioni.

ZARDETTO PINO, poeta, scrittore, disegnatore, da tutti considerato uno straordinario pezzo di storia della città di Conegliano e di quel vino, il Prosecco, ora simbolo nel mondo della Città coneglianese, per quanto ha saputo dare e testimoniare con la sua vita di uomo, di imprenditore e di studioso innamorato del suo territorio.

Giovani emergenti

POLESEL JERRY, per il suo impegno nel progetto che, assieme ad altra collega, presso il CRO di Aviano sta portando avanti nel campo della ricerca sulla prevenzione del tumore alla vescica, individuando i marcatori nel sangue e nelle urine e puntando inoltre a individuare i pazienti con più elevato rischio di recidiva.

ZUCCON PAOLO, Assistant professor di fisica sperimentale (contratto triennale con possibilità di trasformazione a tempo indeterminato) presso l’Università di Boston (U.S.A.), dove attualmente insegna fisica accanto ad alcuni dei più importanti scienziati del mondo, per suo lavoro all’interno di una equipe nternazionale guidata dal premio nobel Samuel Ting nella misurazione del flusso di raggi cosmici nello spazio.

LOT DOMINGA, una delle due figure femminili del settore arbitri di Treviso abilitata ad arbitrare incontri pallavolistici di serie A e unica donna arbitro italiana, a frequentare a Sofia (BUL), nel corrente anno, il “2012 European Woman’s Referees Seminar for Wolleyball and Beach Wolleyball”, organizzato nell’ambito del progetto CEV e FIVB allo scopo di incrementare in modo significativo la presenza femminile nel settore arbitrale internazionale, per essere testimone di come sia possibile conciliare il proprio “essere in cima”, con la straordinaria bellezza della quotidianità della propria vita.

Civiltà nella comunità

PENSO GIUSEPPE, che lavorando con il cuore ha permesso ai suoi piccoli amici dell’Associazione “Amici di Diego”e alle loro famiglie di superare quotidiani momenti difficili, di capire che lo stare insieme e il lavorare insieme, uniti, può abbattere difficoltà ritenute insormontabili, di far rinascere, dimostrandolo con i fatti, speranze di opportunità, di crescita, di vita.

MAZZER FLAVIO, per il suo impegno e il suo prodigarsi, in silenzio e con grande altruismo, per il prossimo che versa in grave situazione di disagio e di difficoltà, concedendo, con il suo fare, nuove speranze e nuove opportunità di vita.

DE NARDI LUIGI è sinonimo di altruismo, di solidarietà, del volere il bene di tutti e per tutti. Mai si nega e sempre cerca di far nascere in quanti gli stanno vicino almeno un sorriso. La sua attività nel volontariato è stata ed è portata avanti evitando ogni apparire, nel nome della tolleranza, del rispetto, della solidarietà e della pacifica convivenza tra i popoli.

CAROSI MARINA, donna aperta e senza pregiudizi, da oltre vent’anni opera in silenzio, con garbo, riservatezza, gioia e grande altruismo, senza fare distinzioni di sesso, razza, cultura, provenienza, religione e senza alcuna pretesa di apparire, compiendo quotidianamente, sovente intervenendo anche direttamente sul piano economico, gesti che aiutano molti a superare situazioni di disagio e di difficoltà.

VOLPATO ROMANO, particolarmente attivo nel campo del volontariato, promotore e collaboratore, tra le altre tante iniziative che lo vedono impegnato, di numerosi progetti di formazione in paesi latino americani e africani (Panama, Messico, Benin, Perù, Brasile), rappresenta uno straordinario esempio di generosità ed altruismo a favore dell’umanità intera.

PUCCI PIER VITTORIO, conferenziere, autore di numerose pubblicazioni che non esitiamo a definire “libri della memoria, ispiratore e figura di riferimento del progetto “da Conegliano ad Auschwitz”, che ha visto coinvolti, negli anni, numerosi Istituti scolastici coneglianesi, nonché di altri numerosi progetti socio-educativi, da sempre impegnato nel perpetuare la memoria storica di quanto accadde, in Italia e nel mondo, nel corso del secondo conflitto mondiale a seguito delle persecuzioni antiebraiche, è portatore ed ispiratore degli irrinunciabili sentimenti di tolleranza, fraternità, comprensione tra i popoli che lo additano alla collettività come figura di riferimento e d’esempio per questa e le future generazioni.

MARCON ROBERTO, Attuale capogruppo del “Gruppo Alpini Maset” di Conegliano (TV), per il suo essere esempio tangibile ed interprete genuino di persona che ben testimonia che cosa significhi essere parte attiva di una comunità e il suo saper trasmettere a quanti gli stanno vicino, entusiasmo e profondo rispetto per la vita e per i più alti valori umani di solidarietà, amicizia, fratellanza, amore e rispetto per l’uomo, la natura, il mondo.