Edizione 2011

PREMIO CIVILITAS -CIVILTÀ NELLA COMUNITÀ- 2011
ALLA POLIZIA DI STATO
Nelle mani del Capo del Dipartimento di Pubblica Sicurezza
Dott. ANTONIO MANGANELLI

Dott. Antonio ManganelliMai come in un momento di crisi profonda di un paese, quando le vicende politiche, economiche e sociali sembrano smantellare ogni fiducia nel sistema Stato e la negazione di ogni regola sembra essere la sola regola generale, mai come in questo momento il richiamo al valore fondante del diritto e delle norme appare vitale per la sopravvivenza  della comunità civile. Non ci può essere civiltà senza un apparato che tuteli le libertà fondamentali e ne garantisca la fruizione universale, sembra paradossale ma la patologia coincide con la cura.
Gli errori umani, la vulnerabilità delle condotte dei singoli non possono giustificare un atteggiamento nichilistico che non renderebbe questa democrazia meno asfittica.  Dalla sua ideazione il Premio Civilitas ha voluto riconoscere costantemente l’imprescindibile intreccio della dimensione pubblica con quella privata: solo dalla loro sinergica interazione il privilegio di pochi può essere diritto di tutti, per entrambe il fine ultimo è e deve essere il bene comune.
Non possiamo leggere il tessuto sociale della nostra comunità ignorando la sua dimensione istituzionale.
Il compito arduo della gestione dell’ordine pubblico e della  tutela della pubblica sicurezza  che compete alla Polizia di Stato è strategico: ogni attività di  prevenzione e repressione della criminalità e delle violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo accresce l’autonomia e la libertà dei cittadini. Solo una comunità libera dalle minacce del crimine ed affrancata dalla violenza  può evolvere.
Per questo Civilitas vuole essere vicino a tutti quegli agenti che dal lontano 1852, anno di fondazione del Corpo della Guardia di Pubblica protezione, ai nostri giorni hanno dedicato le proprie migliori energie alla causa della salvaguardia comune spesso. Rispondendo certo di un mandato professionale frutto di una scelta consapevole ma tale da non escludere la cosciente quotidiana accettazione della esposizione al rischio della vita.  Dalle origini ad oggi la Polizia di Stato ha imparato a confrontarsi con insidie sempre più complesse dal momento che la criminalità, organizzata o individuale, ha assunto via via connotazioni sempre più sofisticate, insidiose ed eterogenee.
Nell’era globale il crimine percorre le infinite eteree vie di internet, assume di volta in volta le sembianze di orchi pedofili, clonatori di carte di credito, truffatori, mafiosi, terroristi, bulli, usurai, spacciatori, sfruttatori della prostituzione, trafficanti di organi e di vite, ladri, falsari e pirati della strada.
La risposta frutto della professionalità e della passione di tanti uomini e donne che si sono posti al servizio del proprio Stato, è nelle competenze altamente qualificate dei reparti mobili, di prevenzione del crimine, del volo, dei N.O.C.S. della stradale, dell’immigrazione, delle comunicazioni, della sezione ferroviaria, della montagna e del mare, della scientifica, dei giochi e delle scommesse, dei cinofili, cavalieri, artificieri,  tiratori scelti e della giudiziaria. La polizia di Stato non veste solo il carattere certamente più ingombrante e scomodo di ricordare la cogenza delle norme, pensiamo ad esempio alle iniziative delle questure per la Polizia di prossimità  legata al territorio ed aperta alla collaborazione con altre istituzioni attraverso la figura del poliziotto amico dei bambini in collaborazione con l’Unicef, o l’operazione Parchi Sicuri, resi accessibili a tutti i cittadini ed ancora il piano Denuncie a domicilio per anziani e disabili. Ed ancora va ricordato il progetto “Icaro” per la sicurezza stradale con un tour che attraversa le città italiane per promuovere tra i giovani la cultura della legalità; o l’ideazione dell’agente virtuale Lisa che dialoga online con gli utenti e di cartoni animati,  sempre in rete, con contenuti educativi per i bambini.
La città di Conegliano ha festeggiato quest’anno i primi dieci anni dall’insediamento del suo Commissariato, sono stati anni intessuti di collaborazione con enti pubblici e cittadinanza, di attento presidio del territorio, di fiducia e rispetto conquistati con la professionalità e l’umanità di agenti e dirigenza.
Forti di questo costruttivo cammino insieme condotto, sabato 29 ottobre presso il Teatro Accademia, alle ore 10.30, consegneremo il PREMIO CIVILITAS 2011 alla polizia di Stato direttamente nelle mani del Capo del Dipartimento Dott. ANTONIO MANGANELLI.

SEZIONE MENZIONI ALLA MEMORIA:

Arturo BernardiARTURO BERNARDI di Santa Lucia di Piave ci ha lasciato a 68 anni. Innamorato della famiglia, di Santa Lucia di Piave, cittadina della quale per anni è stato sindaco, consapevole di quanto i giovani, ai quali si è dedicato con l’amore di un padre, rappresentino il nostro  futuro, Arturo si sentiva però coneglianese doc e a Conegliano, con competenza, lungimiranza, non comune passione ed impegno, in qualità di membro del Rotary Club cittadino ha dedicato moltissima della sua straordinaria energia, contribuendo alla restituzione alla città e ai suoi cittadini di tesori storico-artistici unici, di inestimabile valore, tra i quali si annoverano, quale esempio, una pala del Cima, il progetto per il restauro della cinta muraria, il restauro degli affreschi del Pozzoserrato sulla facciata del Duomo, il restauro e riporto, nella Sala dei Battuti, degli arazzi che narrano la storia di Davide e Betzabea e l’antico tavolo del Capitolo della Confraternita dei Battuti.

Luigi GallinaLUIGI GALLINA di Conegliano aveva 74 anni. Costante è stato il suo impegno a favore delle popolazioni dell’Albania e dell’Ex Yugoslavia che l’hanno visto antesignano organizzatore ed esecutore di numerosi viaggi umanitari. Moltissime le spedizioni che più volte l’anno, a partire da metà anni ’90, portavano da Conegliano un carico prezioso di speranza e generi di prima necessità verso realtà flagellate da guerra e devastazione. Luigi era altrettanto prodigo di attenzioni anche verso la realtà locale: con ragazzi e bambini del centro sociale di San Pio X,  nell’assistenza agli anziani presso l’AUSER “Filo d’Argento”, nonché come alpino nelle diverse manifestazioni ed iniziative. La sua sensibilità aveva anche una dimensione artistica: era, infatti, pittore membro dello storico circolo culturale cittadino “Caffè Teatro”.

Pietrantonio MarianiPIETRANTONIO MARIANI di Conegliano 83 anni. Nato in Abruzzo, giunto a Pianzano negli anni ’60, dagli anni ’70  fino al 1991 è stato Preside della scuola Media Brustolon dove oltre ad essere apprezzato per le doti professionali ed umane, è stato molto attivo anche nella promozione delle attività extra scolastiche, strumento prezioso nel completamento della formazione degli adolescenti.  Tra queste spiccano la fondazione di un gruppo sportivo che ha visto i ragazzi ottenere ottimi risultati a livello nazionale e numerosi corsi di approfondimento pomeridiani di latino, computer ed altre discipline. Per tale dedizione alla crescita delle nuove generazioni, il Consiglio di Istituto del Comprensivo 3°dedicherà alla sua memoria la sala biblioteca. Era inoltre membro della Associazione Trevisani nel mondo. Ha vissuto la scuola come un’altra famiglia più che come luogo di lavoro, sensibile ed attento ad ogni altrui disagio la cui soluzione era nel suo quotidiano impegno, priorità assoluta.

Conte Marco Marcello Del MajnoConte MARCO MARCELLO DEL MAJNO di Fontanelle, 75 anni. Dall’età di ventidue anni ha gestito l’azienda agricola di famiglia che ha rinnovato e diretto fino all’ultimo dei suoi giorni.  Tra i pionieri dell’agricoltura trevigiana era aperto a tutto ciò che poteva migliorare le pratiche agricole perseguendo la qualità della produzione ed il rispetto dell’ambiente. Per molti anni Vice Presidente del Consorzio di bonifica Sinistra Piave è stato fautore della salvaguardia del territorio. Già fondatore e Presidente del Consorzio Maiscoltori del Piave, Presidente dell’Istituto Sperimentale Viticoltura di Conegliano, Vice Presidente Provinciale di Confagricoltura Treviso e Presidente Regionale della sezione Economica Viticoltura – Confagricoltura.  Era al momento della scomparsa  consigliere dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero di Vittorio Veneto e Consigliere Comitato Privato per Venezia. E’ stato inoltre membro della Accademia dei Georgofili.  Come membro del Consiglio Pastorale della Parrocchia di Fontanelle, ha raccolto fondi per il restauro della chiesa locale e delle sue opere d’arte.
Semplice e schivo, rigoroso ed esigente verso sé stesso ed i suoi famigliari, era amato da tutti per la sua rettitudine e la generosità incondizionata, nobile nel gesto rivolto al bene della comunità. Molte famiglie devono al suo silenzioso e concreto aiuto economico il completamento della formazione scolastica dei loro figli.


SEZIONE GIOVANI EMERGENTI

Francesco VidottoFRANCESCO VIDOTTO: di Conegliano, ha 35 anni. Dopo la maturità scientifica si è laureato in Economia e Commercio alla Cà Foscari di Venezia ed ha iniziato la sua carriera lavorativa presso importanti aziende del trevigiano fin da subito in ruoli dirigenziali legati alla consulenza contabile, bilancistica e gestionale ed anche da imprenditore titolare di una propria azienda ora ceduta.
Ma la sua brillante carriera manageriale procede di pari passo con quella di scrittore. Francesco ha scoperto il piacere della lettura per caso, in età adolescenziale: fatale un testo di Leopardi ed è stato così che, solo durante il Liceo ha letto più di 150 libri. La scrittura diventa la sua passione già nel 1998 quando scrive un paio di romanzi, di questi “Il Selvaggio” viene pubblicato nel 2005, a seguire vengono pubblicati “Signore delle Cime” nel 2007 e “Siro” nel 2011 primo classificato al Premio Una Montagna di libri di Cortina d’Ampezzo.
Di sé scrive: “Amo scrivere storie. Mi piace l’invenzione e la finzione. Adoro la magia, i folletti e gli elfi ma la cosa che prediligo è cercare delle storie tra gli ultimi. Storie di vita, e regalare loro una dignità nuova e per sempre raccontandole in un libro”. E’ istruttore di subacquea, pratica lo sci alpinismo, il free ride, l’arrampicata, l’equitazione ed il trekking. Al suo attivo c’è anche una esperienza musicale avendo fondato con il chitarrista Simone Donati, il bassista Riccardo De Luca ed il batterista Alberto Vidotto, un gruppo rock blues ed avendo partecipato come cantautore alle selezioni per il premio Tenco e per il festival di San Remo con un pezzo dedicato ai nonni.


SEZIONE CIVILTÀ NELLA COMUNITÀ

Luigina De BiasiLUIGINA DE BIASI di Miane, 61 anni è stata insegnante per oltre 20 anni nella scuola elementare. Continua a tenere corsi di aggiornamento per insegnanti, educatori, genitori in diverse località italiane ed estere, dividendo la sua vita tra l’India, dove è volontaria per molti mesi l’anno, e Miane, il suo paese d’origine. Luigina ha ideato con il collega Valentino Giacomin il metodo didattico dell’ educazione integrata  ovvero una concezione che insegna ai ragazzi a conoscere una dimensione interna ed esterna a loro stessi senza alcuna discriminazione. L’obiettivo è di sviluppare alcune qualità della mente come la visualizzazione, l’immaginazione, la pazienza, la concentrazione, la memoria. Qualità importanti che molti adulti hanno perso nell’infanzia. Dalla comprensione del sé, del mondo interno ed esterno deriverà una nuova cultura, quella della pace, della solidarietà e della tolleranza. Il progetto ALICE, frutto di tale metodica,  fa uso di strumenti del quotidiano nella pratica didattica e può essere applicato in qualsiasi contesto culturale, religioso ed economico. Il “Progetto Alice“ è un’associazione non governativa regolarmente riconosciuta dal Governo Indiano, ha lo scopo di realizzare delle esperienze e ricerche per un’educazione integrata. Nasce alla fine degli anni ’80 nel trevigiano come frutto delle ricerche in campo psicologico e didattico dei due insegnanti, Valentino Giacomin e Luigina De Biasi. Dopo la sperimentazione nella scuola pubblica, che si protrae per circa dieci anni, il gruppo fonda tre scuole in India. Le scuole sono frequentate da circa mille studenti in un percorso d’istruzione che va dalle scuole materne all’università. I due insegnanti  hanno portato a termine una sperimentazione didattico-educativa aprendo interessanti prospettive in tema di prevenzione e soluzione di problematiche legate all’educazione dei nostri bambini, cogliendo l’urgenza di promuovere nel nostro territorio il dialogo interreligioso e interculturale.

Adriano De StefanoADRIANO DE STEFANO di Santa Lucia di Piave, 60 anni, libero professionista. Risiede in diverse località della provincia fino agli anni ’60 per poi trasferirsi a Mestre dove trascorre l’adolescenza e frequenta le medie e superiori.
Dopo il servizio militare, a metà anno ’70 rientra a S. Lucia di Piave dove risiede tuttora.
Dal 1979 è impegnato nel campo della tutela ambientale/animale nelle diverse associazioni locali e nazionali.
Dal 2004 è Presidente provinciale dell’E.N.P.A. è da sempre impegnato nella difesa degli animali abbandonati e nella promozione di iniziative volte a diffondere la cultura del loro rispetto. Tra queste spicca la Festa del Bastardino di Conegliano e Montebelluna ideata per la sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni e l’affidamento a famiglie degli animali rimasti soli. Sua è inoltre la campagna per il volontariato a tutela dei rospi Bufo-Bufo, salvati a migliaia nelle notti primaverili in molti comuni della provincia e le segnalazioni per fronteggiare il maltrattamento di animali di ogni genere e razza. Con spirito combattivo presidia in modo capillare il territorio per dare voce a chi non può difendersi dagli abusi.

Ivan GerottoIVAN GEROTTO di  Conegliano, 66 anni, fabbro.  Presidente per diversi mandati dell’Associazione Artigianato Trevigiano, è testimone di come concretezza ed abilità connaturate in chi svolge un’attività con una forte componente fisica, possano, con mirata efficacia, divenire strumento di solidarietà.
La sezione locale del Cuamm, Medici per l’Africa, lo annovera, infatti, da  anni tra i suoi più attivi e preziosi collaboratori a favore dei paesi del terzo mondo.  Esempio di quella operosità tipicamente veneta che sa farsi dono ovunque intervenga.

GIUSEPPE RENATO RIGO di  Conegliano ha 67 anni ed è pensionato. Persona caritatevole ha fatto della comunità coneglianese la sua famiglia, disponibile in ogni occasione,: in parrocchia, nella San Vincenzo, dove accompagna le consorelle a rifornirsi di generi alimentari a Pasian di Prato,  come in città collaboratore di scuole, asili e delle istituzioni per organizzare feste, celebrazioni e momenti di svago di ogni genere. Accompagna chi ne ha bisogno in ospedale, dal medico o solo a fare la spesa. Tra gli organizzatori della Conegliano Pedala con gli “Amici Sportivi S.Martino”.

Marcello RoiterMARCELLO ROITER di Godega di Sant’Urbano ha 72 anni ed è pensionato. Impegnato nel sociale per naturale vocazione con semplicità e gratuità, cura l’inserimento degli stranieri nella comunità locale, svolge le funzioni di sacrestano nelle cerimonie religiose e nella pulizia del sagrato, si occupa della pulizia del cimitero e dei servizi igienici, cura le tombe abbandonate, la raccolta dei rifiuti lungo le strade, offre conforto e sostegno alle persone sole, anziane e indigenti.
Non c’è iniziativa organizzata in paese che non goda della sua più completa dedizione, nessuna mansione gli è scomoda, nemmeno le più umili purché al servizio del prossimo.

Maria Grazia SantolinMARIA GRAZIA SANTOLIN di Mareno di Piave ha  52 anni, dipendente di una azienda locale è mamma di un ragazzo affetto da sindrome di Down. Maria Grazia ha fatto della propria lotta una battaglia al servizio di tante famiglie in analoga situazione fondando  nel 2004 insieme con altri genitori la Associazione Italiana Persone Down-sezione della Marca Trevigiana con sede a Mareno, sede della quale è anche Presidente. Tra le più attive sezioni delle 41 sparse sul territorio nazionale e non, il centro marenese promuove i diritti, la autonomia e la piena integrazione dei ragazzi. Attualmente si contano centocinquanta soci e vengono seguiti circa sessanta ragazzi. Tra le numerose iniziative che coinvolgono famiglie, istituzioni ed imprenditori ricordiamo il progetto Raboso per la produzione e vendita di vino, il progetto Esploratori per l’autonomia sociale e molteplici iniziative di supporto legale alle famiglie, di raccolta fondi. Ultimo straordinario traguardo la prima cooperativa con soci down che permetterà il primo grande progetto di inserimento lavorativo e sociale di questi ragazzi con la gestione di una azienda agrituristica e la produzione di prodotti agricoli biologici.

Giuseppe ZagoGIUSEPPE ZAGO di Merlengo di Ponzano Veneto 66 anni, bancario in pensione e diacono. Durante la guerra in Serbia e Kosovo ha allestito centri di aiuto e con la comunità di Merlengo ha ricostruito la casa di una famiglia sfortunata con 2 figli disabili. Per suo merito è in atto un gemellaggio con una parrocchia Ucraina  dove porta personalmente beni di prima necessità creando in loco una sorta di Caritas. Sta facendo rinascere la campagna abbandonata dai russi con l’acquisto sul posto di un trattore, un carro, un aratro e una botte che vengono prestati ai vari contadini in modo da ricreare le condizioni per una ripresa dell’attività agricola. Il suo incessante impegno è incentrato nell’ultimo periodo soprattutto verso gli anziani che, nei paesi martoriati dalla guerra, sono più che mai ultimi tra gli ultimi e privati di ogni dignità.